Salmo 42: «Come il cervo desidera le sorgenti delle acque», testo e significato

Il Salmo 42 è la preghiera di chi ha sete di Dio: «Come il cervo desidera le sorgenti delle acque, così l’anima mia desidera te, o Dio». Chi lo prega è lontano dal Tempio, triste e circondato da chi lo deride («Dov’è il tuo Dio?»), ma ripete alla propria anima: «Perché sei triste, anima mia…? Spera in Dio». Nella numerazione della Vulgata è il Salmo 41. Qui trovi il testo completo, il significato e una preghiera.

Il testo del Salmo 42

Nostra traduzione del testo latino della Vulgata, la Bibbia della Chiesa per secoli:

Come il cervo desidera le sorgenti delle acque, così l’anima mia desidera te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio forte e vivente: quando verrò e comparirò davanti al volto di Dio?
Le mie lacrime sono state il mio pane giorno e notte, mentre ogni giorno mi dicono: Dov’è il tuo Dio?
Mi sono ricordato di queste cose, e ho effuso in me l’anima mia: perché passerò nel luogo della tenda ammirabile, fino alla casa di Dio, tra voci di esultanza e di lode, il suono di chi fa festa.
Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi? Spera in Dio, perché ancora lo loderò: egli è la salvezza del mio volto,
e il mio Dio. In me stesso l’anima mia è turbata; perciò mi ricorderò di te dalla terra del Giordano e dell’Ermon, dal monte piccolo.
Un abisso chiama un altro abisso, al fragore delle tue cascate; tutte le tue alture e i tuoi flutti sono passati sopra di me.
Di giorno il Signore ha mandato la sua misericordia, e di notte il suo cantico; presso di me è la preghiera al Dio della mia vita.
Dirò a Dio: Tu sei il mio sostegno; perché mi hai dimenticato? E perché cammino triste, mentre il nemico mi affligge?
Mentre le mie ossa si spezzano, mi insultano i nemici che mi tormentano, dicendomi ogni giorno: Dov’è il tuo Dio?
Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi? Spera in Dio, perché ancora lo loderò: egli è la salvezza del mio volto, e il mio Dio.

Il significato del Salmo 42

  • «Come il cervo desidera le sorgenti delle acque»: l’immagine dell’animale assetato nel tempo della siccità. Il desiderio di Dio è forte come la sete.
  • «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio forte e vivente»: non di un’idea, ma di un Dio vivo da incontrare faccia a faccia.
  • «Le mie lacrime sono state il mio pane giorno e notte»: il salmo non nasconde la tristezza né la domanda che fa male: «Dov’è il tuo Dio?».
  • «Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi? Spera in Dio»: il ritornello. Chi prega parla con la propria anima e la incoraggia a sperare. Ritorna tre volte, contando il Salmo 43, che ne è la continuazione.
  • «Un abisso chiama un altro abisso»: le onde del dolore si susseguono; ma «di giorno il Signore ha mandato la sua misericordia, e di notte il suo cantico».

La Chiesa canta questo salmo nella Veglia pasquale, quando i catecumeni vanno verso l’acqua del battesimo, ed è uno dei salmi della Messa per i defunti.

Quando pregare il Salmo 42

  • Nella tristezza o nella depressione, ripetendo il ritornello: «Spera in Dio».
  • Quando Dio sembra lontano o la fede si è raffreddata.
  • Nel lutto, con la speranza di vedere il volto di Dio. Vedi la preghiera per i defunti.
  • Prima della Messa o della confessione, con il desiderio di tornare alla casa di Dio.

Preghiera con il Salmo 42

Scritta per questa pagina:

Signore, come il cervo cerca l’acqua, così l’anima mia cerca te.
Ho sete di te, Dio vivente; a volte le lacrime sono il mio pane e mi chiedo dove sei.
Quando la mia anima è triste, insegnami a sperare in te.
Mandami di giorno la tua misericordia e di notte il tuo cantico,
finché potrò vederti faccia a faccia. Amen.

Domande frequenti

Il Salmo 42 è lo stesso del Salmo 41?

Sì. Le Bibbie antiche e la liturgia latina seguono la numerazione della Vulgata, in cui è il Salmo 41; le Bibbie attuali seguono la numerazione ebraica, in cui è il 42. Attenzione: nelle Bibbie che seguono la Vulgata, il «Salmo 42» è un altro salmo (il 43 delle Bibbie attuali).

Che rapporto c’è tra il Salmo 42 e il Salmo 43?

In ebraico erano probabilmente un solo salmo: il Salmo 43 continua il 42 e ripete lo stesso ritornello. Il Salmo 43 (42 nella Vulgata), Iudica me, Deus, era la preghiera che il sacerdote recitava ai piedi dell’altare nella Messa tradizionale: «Salirò all’altare di Dio».

Altre pagine

Fonti

  • Salmo 41 (42): testo latino della Vulgata Clementina (Wikisource), traduzione di questa pagina.
  • Liturgia della Veglia pasquale; Rito delle esequie.
  • Spiegazione e preghiera scritte per biddingprayers.com dal seminarista Giuseppe.