L’atto di dolore è la preghiera con cui il cristiano esprime a Dio il pentimento per i propri peccati e il proposito di non commetterli più. Si recita nella confessione, dopo aver detto i peccati, e ogni sera nell’esame di coscienza. Qui trovi il testo tradizionale che hanno imparato generazioni di italiani, l’atto di contrizione del Catechismo di san Pio X, cosa è cambiato nella versione attuale, il significato di ogni parte e come usarlo in confessione.
L’atto di dolore tradizionale
Dal Compendio della dottrina cristiana di san Pio X (1905), dove è chiamato «atto di attrizione e contrizione»:
O mio Dio, mi pento e mi dolgo di vero cuore di avervi offeso. Me ne pento per l’inferno che ho meritato e per il paradiso che ho perduto; ma molto più mi pento perchè peccando ho offeso un Dio così buono, così grande come siete Voi. Vorrei prima esser morto che avervi offeso; e propongo fermamente di non peccare più per l’avvenire e di fuggire le occasioni prossime del peccato.
L’atto di contrizione del Catechismo di Pio X
Lo stesso catechismo riporta anche questa forma più breve:
Dio mio, per esser Voi somma Bontà, e perchè vi amo sopra ogni cosa, mi pento e mi dolgo di vero cuore di avervi offeso, e propongo fermamente, col vostro santo aiuto, di non peccare mai più nell’avvenire, ed in particolare di fuggire le occasioni prossime del peccato.
La versione attuale
Nelle parrocchie oggi si usa spesso una forma aggiornata, con il «tu» rivolto a Dio, che comincia «Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati» e che dice di essersi pentiti «perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono». Il contenuto è lo stesso: si può usare la formula che si conosce, o anche dirlo con parole proprie.
Il significato di ogni parte
- «Mi pento e mi dolgo di vero cuore»: la contrizione è il dolore dell’anima per i peccati commessi.
- «Per l’inferno che ho meritato e per il paradiso che ho perduto»: è il pentimento per timore delle conseguenze del peccato (attrizione), che è già un dono di Dio.
- «Ma molto più perché peccando ho offeso un Dio così buono»: il pentimento più perfetto nasce dall’amore per Dio.
- «Propongo fermamente di non peccare più»: senza il proposito di cambiare non c’è vero pentimento.
- «E di fuggire le occasioni prossime del peccato»: evitare le situazioni che ci portano a cadere.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che la contrizione perfetta, nata dall’amore di Dio, ottiene il perdono anche dei peccati gravi, se unita al proposito di confessarsi appena possibile (n. 1452).
Come si usa in confessione
- Prima: l’esame di coscienza, chiedendo allo Spirito Santo luce per riconoscere i propri peccati.
- Nel confessionale: il segno della croce, e si dice da quanto tempo non ci si confessa.
- Si confessano i peccati con semplicità.
- Si ascoltano il consiglio e la penitenza del sacerdote.
- Si recita l’atto di dolore quando il sacerdote lo chiede.
- Si riceve l’assoluzione, e poi si fa la penitenza.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra atto di dolore e atto di contrizione?
Sono la stessa cosa: due nomi della preghiera di pentimento. Il Catechismo di Pio X distingueva l’«atto di contrizione», per amore di Dio, dall’«atto di attrizione e contrizione», che unisce il timore della pena e l’amore.
Bisogna saperlo a memoria?
Non è obbligatorio. Si può leggere o dirlo con parole proprie: conta il pentimento sincero.
Altre pagine
- Preghiera della sera
- Padre Nostro
- Credo
- In inglese: How to Go to Confession
Fonti
- Compendio della dottrina cristiana di san Pio X (Roma, 1905), Prime nozioni, Capo III, pubblico dominio.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1454.
- Pagina preparata dal seminarista Giuseppe per biddingprayers.com.