Credo niceno (Credo di Nicea): il testo completo, in latino e spiegato

Il Credo niceno-costantinopolitano è la professione di fede che si recita nella Messa della domenica e delle solennità: «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente…». Si chiama anche Credo di Nicea, perché fu formulato dai concili di Nicea (anno 325) e Costantinopoli (anno 381) per difendere la fede nella divinità di Cristo e dello Spirito Santo. Qui trovi il testo completo in italiano e in latino, il significato di ogni parte, la sua storia e le differenze con il Credo apostolico.

Il Credo niceno-costantinopolitano completo

Traduzione letterale del testo latino, fatta per questa pagina. Nella Messa si usa la traduzione liturgica della CEI, che dice la stessa cosa con parole molto simili.

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, fattore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

E in un solo Signore, Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli;
Dio da Dio,
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero;
generato, non fatto;
consostanziale al Padre, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte.
Il quale, per noi uomini e per la nostra salvezza, discese dai cieli, e si incarnò per opera dello Spirito Santo, da Maria Vergine,
e si fece uomo.
Fu anche crocifisso per noi; patì sotto Ponzio Pilato, e fu sepolto;
e risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture;
e salì al cielo, siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà con gloria a giudicare i vivi e i morti;
e il suo regno non avrà fine.

E nello Spirito Santo, Signore e vivificatore, che procede dal Padre e dal Figlio;
che insieme con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato;
che ha parlato per mezzo dei profeti.
E in una sola Chiesa, santa, cattolica e apostolica.
Confesso un solo battesimo per la remissione dei peccati.
E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del secolo che verrà.
Amen.

Il Credo in latino (Credo in unum Deum)

È il testo che si canta nella Messa in latino e nelle grandi messe di Bach, Mozart o Beethoven:

Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, factorem cœli et terræ, visibilium omnium et invisibilium.

Et in unum Dominum Jesum Christum, Filium Dei unigenitum;
et ex Patre natum ante omnia sæcula;
Deum de Deo;
Lumen de Lumine;
Deum verum de Deo vero;
Genitum non factum;
consubstantialem Patri, per quem omnia facta sunt.
Qui propter nos homines, et propter nostram salutem, descendit de cœlis, et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine;
et homo factus est.
Crucifixus etiam pro nobis, sub Pontio Pilato passus, et sepultus est;
et resurrexit tertia die, secundum scripturas;
et ascendit in cœlum, sedet ad dexteram Patris et iterum venturus est cum gloria judicare vivos et mortuos;
cujus regni non erit finis.

Et in Spiritum Sanctum, Dominum et Vivificantem, qui ex Patre Filioque procedit;
qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur;
qui locutus est per prophetas.
Et unam sanctam Catholicam et Apostolicam Ecclesiam.
Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum.
Et expecto resurrectionem mortuorum, et vitam venturi sæculi.
Amen.

Che cosa significa ogni parte

  • «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, fattore del cielo e della terra»: c’è un solo Dio, che ha creato tutto, ciò che vediamo e ciò che non vediamo (gli angeli).
  • «Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero»: il Figlio è Dio come il Padre, come la luce che nasce dalla luce.
  • «Generato, non fatto; consostanziale al Padre»: la frase chiave del Concilio di Nicea contro Ario, che diceva che il Figlio era una creatura. «Consostanziale» (in greco homooúsios) significa che ha la stessa natura divina del Padre.
  • «Si incarnò per opera dello Spirito Santo, da Maria Vergine, e si fece uomo»: il mistero dell’Incarnazione. Nella Messa tutti si inchinano a queste parole; a Natale e all’Annunciazione ci si inginocchia.
  • «Patì sotto Ponzio Pilato»: il nome del governatore romano colloca la morte di Gesù nella storia.
  • «Risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture… e il suo regno non avrà fine»: la Risurrezione, l’Ascensione e la seconda venuta di Cristo come giudice.
  • «Signore e vivificatore, che procede dal Padre e dal Figlio… è adorato e glorificato»: il Concilio di Costantinopoli aggiunse questa parte per affermare che lo Spirito Santo è Dio.
  • «Una sola Chiesa, santa, cattolica e apostolica»: le quattro note della Chiesa.
  • «Un solo battesimo per la remissione dei peccati»: il battesimo non si ripete.
  • «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del secolo che verrà»: la speranza cristiana: risorgeremo con il nostro corpo.

La storia del Credo di Nicea

  • Anno 325, Concilio di Nicea: il primo concilio ecumenico, convocato dall’imperatore Costantino, condannò l’eresia di Ario e proclamò che il Figlio è «consostanziale al Padre».
  • Anno 381, Concilio di Costantinopoli: completò il Credo con gli articoli sullo Spirito Santo, la Chiesa, il battesimo e la vita eterna. Da qui il nome completo: niceno-costantinopolitano.
  • Il Filioque («e dal Figlio»): il testo originale dice che lo Spirito Santo «procede dal Padre». La Chiesa latina aggiunse «e dal Figlio»: lo fece il III Concilio di Toledo (589), e a Roma si cantò dal 1014. Le Chiese ortodosse non lo usano.
  • Nella Messa: il Credo entrò prima nella liturgia d’Oriente e di Spagna, e poi in quella di Roma.

Che differenza c’è con il Credo apostolico?

Credo apostolicoCredo niceno-costantinopolitano
OrigineAntico credo battesimale di RomaConcili di Nicea (325) e Costantinopoli (381)
LunghezzaBreveLungo
Dove si recitaAll’inizio del Rosario, nel battesimoNella Messa della domenica e delle solennità
Che cosa aggiunge—Spiega che il Figlio è Dio («consostanziale») e che lo Spirito Santo è Signore e vivificatore

I due esprimono la stessa fede. Il Messale Romano permette di recitare nella Messa il Credo apostolico al posto di quello niceno, soprattutto in Quaresima e nel tempo pasquale.

Domande frequenti

Che cosa significa «consostanziale al Padre»?

Che il Figlio ha la stessa sostanza, cioè la stessa natura divina, del Padre: non è una creatura, ma Dio vero.

Quando si recita il Credo nella Messa?

La domenica e nelle solennità, dopo l’omelia. Nei giorni feriali non si recita.

Che cos’è il Filioque?

La parola latina «e dal Figlio», aggiunta in Occidente alla frase sullo Spirito Santo, «che procede dal Padre e dal Figlio». È uno dei punti di differenza con le Chiese ortodosse.

Altre pagine

Fonti

  • Testo latino: William Gahan, The Complete Manual of Catholic Piety (Progetto Gutenberg); traduzione letterale di questa pagina.
  • Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 195-197 (il simbolo niceno-costantinopolitano) e 465 (Nicea, «consostanziale»).
  • Ordinamento Generale del Messale Romano, nn. 67-68 e 137.
  • Spiegazione scritta per biddingprayers.com dal seminarista Giuseppe.