Novena alla Madonna di Pompei: il testo di Bartolo Longo, di impetrazione e di ringraziamento

La novena alla Madonna di Pompei è la preghiera alla Regina del Santo Rosario scritta da san Bartolo Longo, il fondatore del Santuario di Pompei: si recita per nove giorni (o per tre, nei casi urgenti) per chiedere una grazia, e poi per altri nove in ringraziamento. Comincia con le parole «O Vergine immacolata e Regina del Rosario» ed è divisa in cinque parti, ciascuna seguita da una Salve Regina. Qui trovi il testo completo delle due novene, come recitarle giorno per giorno e che cos’è la novena dei 54 giorni.

Come si recita la novena

Ogni giorno, per nove giorni di seguito:

  1. Il Rosario (consigliato, perché la novena si rivolge alla Regina del Rosario): almeno una corona di cinque misteri. Vedi i misteri del Rosario.
  2. L’orazione preparatoria a santa Caterina da Siena, che si unisce a noi nella preghiera.
  3. Le cinque parti della novena, ciascuna seguita da una Salve Regina. Nella quarta e nella quinta parte, dove ci sono i puntini, si dice in silenzio la grazia che si chiede.
  4. I versetti e l’orazione del Rosario, e un’Ave Maria.
  5. La preghiera a san Domenico e a santa Caterina, con tre Gloria al Padre.

Le preghiere richiedono circa venti minuti, oltre al Rosario. Ottenuta la grazia, o anche prima, si recita per nove giorni la novena di ringraziamento, con la stessa struttura.

Novena di impetrazione: per chiedere una grazia

Orazione preparatoria a santa Caterina

O Santa Caterina da Siena, mia protettrice e maestra, Tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di unirti a me in questa novena alla Regina del Rosario, che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, acciocché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Così sia.

℣. Deus, in adiutorium meum intende.
℟. Domine, ad adiuvandum me festina.
℣. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
℟. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Prima parte

O Vergine immacolata e Regina del Rosario, Tu in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei, soggiorno di morti pagani. E da quel luogo dov’erano adorati gl’idoli e i demonii, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi da per tutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! da quel trono, ove regni pietosa, rivolgi, o Madre, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni ed abbi pietà di me, che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia: «Monstra te esse Matrem»; mentre che io con tutto il cuore ti saluto e ti invoco mia Sovrana e Regina del santissimo Rosario.

Salve, Regina…

Seconda parte

Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni, in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a te, che ti sei degnata di eleggere per dimora le campagne dei poveri ed abbandonati contadini. E là, rimpetto alla città e all’anfiteatro dai gentileschi piaceri, ove regna silenzio e ruina, Tu come Regina delle Vittorie levasti la tua voce potente per chiamare da ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un tempio. Deh! ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Miserere di me, o Signora, miserere di me, che sono oltremodo ripieno di miserie e di umiliazioni. Tu, che sei l’aiuto dei cristiani, traimi da queste tribolazioni, in cui verso miserevolmente. Tu, che sei la vita nostra, trionfa della morte, che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute.

Salve, Regina…

Terza parte

Ah! il sentire che tanti sono stati da te beneficati solo perché sono ricorsi a te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti a mio soccorso. Tu già promettesti a san Domenico che chi vuole le grazie, col tuo Rosario le ottiene: ed io col tuo Rosario in mano ti chiamo, o Madre, all’osservanza delle tue materne promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli ad onorarti nel tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede ti chiamo e t’invoco: Madre mia, Madre cara, Madre bella, Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi, che il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve, Regina…

Quarta parte

E a chi altri mai ho io a ricorrere, se non a te, che sei il sollievo dei miserabili, il conforto degli abbandonati, la consolazione degli afflitti? Oh! io te lo confesso, l’anima mia è miserabile, gravata da enormi colpe merita di ardere nell’inferno, indegna di ricever grazie. Ma non sei Tu la speranza di chi dispera, la grande mediatrice tra l’uomo e Dio, la potente nostra avvocata presso il trono dell’Altissimo, il rifugio dei peccatori? Deh! solo che Tu dica una parola in mio favore al tuo Figliuolo ed egli ti esaudirà. Chiedigli dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno… Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, tutta la vita mia. Così spero e così sia.

Salve, Regina…

Quinta parte

O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre celeste, la Madre del Figliuol divino, la Sposa dello Spirito Settiforme, Tu che tutto puoi presso la santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia cotanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna…; te la domando per la tua immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudii, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi; te la domando per il Cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua passione, per la sua morte di croce, per il Nome suo santissimo, per il suo preziosissimo Sangue; te la domando infine per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei stella del mare, signora potente, mare di dolore, porta del paradiso e madre di ogni grazia. In te confido, da te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Così sia.

Salve, Regina…

Versetti e orazione del Rosario

I versetti e l’orazione si dicono in latino, come nel testo originale. In italiano l’orazione dice: «O Dio, il cui Figlio unigenito con la sua vita, morte e risurrezione ci ha meritato i beni della salvezza eterna, concedi a noi che meditiamo questi misteri del santo Rosario della beata Vergine Maria, di imitare ciò che contengono e di ottenere ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen» (traduzione nostra).

℣. Dignare me laudare te, Virgo sacrata.
℟. Da mihi virtutem contra hostes tuos.
℣. Ora pro nobis, Regina sacratissimi Rosarii,
℟. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Deus, cuius Unigenitus per vitam, mortem et resurrectionem suam nobis salutis aeternae praemia comparavit: concede, quaesumus, ut haec mysteria sacratissimo beatae Mariae Virginis Rosario recolentes, et imitemur quod continent, et quod promittunt, assequamur. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

Ave, Maria…

Preghiera a san Domenico e a santa Caterina

O santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca san Domenico, che fosti l’amico, il figliuolo prediletto e il confidente della celeste Regina e tanti prodigi operasti per virtù del santo Rosario: e Tu, santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti scambiato il cuore: Voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità ed abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla; ora in cielo non è venuta meno né la vostra carità né la vostra potenza. Pregate, deh! pregate per me la Madre del Rosario ed il Figliuolo divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro ho da conseguire la grazia, che tanto desidero. Così sia.
Tre Gloria Patri.
In onore di S. Vincenzo Ferreri: Gloria Patri.
In onore di S. Tommaso d’Aquino: Gloria Patri.

Novena di ringraziamento

Si comincia, come la novena di impetrazione, con «Deus, in adiutorium meum intende» e il Gloria Patri. Dopo ogni parte si dicono un Gloria al Padre e una Salve Regina.

Prima parte

Eccomi ai tuoi ginocchi, o Madre immacolata di Gesù, che godi di essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. Con la letizia nel cuore, con l’animo compreso dalla più viva gratitudine io ritorno a te, mia generosa benefattrice, mia dolce Signora, sovrana del mio cuore, a te, che ti sei dimostrata veracemente la Madre mia, la Madre che assai mi ama. Io ero gemebondo e Tu mi hai ascoltato, io ero afflitto e Tu mi hai consolato, io ero nelle angustie e Tu mi hai ridonato la pace. Dolori e pene di morte assediarono il mio cuore, e Tu, o Madre, dal tuo trono di Pompei con uno sguardo pietoso mi hai rasserenato. Chi mai si volse a te con fiducia e non venne esaudito? Oh! se tutto il mondo conoscesse quanto sei buona, quanto compassionevole con chi soffre, oh, come tutte le creature farebbero a te ricorso! Che sii Tu sempre benedetta, o Vergine e Sovrana di Pompei, da me e da tutti, dagli uomini e dagli Angeli, dalla terra e dal cielo.

Gloria al Padre… Salve, Regina…

Seconda parte

Grazie io rendo a Dio e grazie a te, Madre divina, dei nuovi beneficii, che per la pietà e misericordia tua mi sono stati compartiti. Che sarebbe stato di me, se Tu avessi respinto i miei sospiri, le mie lagrime? Per me ti ringraziino gli Angeli del paradiso e i cori degli Apostoli, dei Martiri delle Vergini, dei Confessori. Per me ti ringraziino tante anime di peccatori da te salvate, che ora godono in cielo la visione della tua immortale bellezza. Vorrei che insieme con me tutte le creature ti amassero e che il mondo tutto ripetesse l’eco dei miei ringraziamenti. Che potrò io rendere a te, o Regina ricca di pietà e di magnificenza? La vita che mi resta io consacro a te ed a propagare ovunque il tuo culto, o Vergine del Rosario di Pompei, alla cui invocazione la grazia del Signore mi ha visitato. Promuoverò la devozione del tuo Rosario, narrerò a tutti la misericordia che mi impetrasti: predicherò sempre quanto fosti buona con me, acciocché anche gl’indegni come me e i peccatori a te si rivolgano con fiducia.

Gloria al Padre… Salve, Regina…

Terza parte

Con quali nomi ti chiamerò io, o candida colomba di pace? Con quali titoli invocherò te, che i santi Dottori chiamarono signora del creato, porta della vita, tempio di Dio, reggia di luce, gloria dei cieli, santa tra i santi, miracolo dei miracoli, paradiso dell’Altissimo? Tu sei la tesoriera delle grazie, la onnipotenza supplichevole, anzi la stessa misericordia di Dio, che discende sugl’infelici. Ma so pure che è dolce al tuo Cuore l’essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. E così chiamandoti, sento la dolcezza del tuo mistico Nome, o rosa del paradiso, trapiantata nella valle del pianto per addolcire gli affanni di noi, esuli figliuoli di Eva; rosa rubiconda di carità più fragrante di tutti gli aromi del Libano, che col profumo di tua soavità celestiale attiri nella tua Valle il cuore dei peccatori al Cuore di Dio. Tu sei la rosa di eterna freschezza, che innaffiata dai rivoli delle acque celesti, gittasti le tue radici su la terra inaridita da una pioggia di fuoco; rosa d’intemerata bellezza, che nel luogo della desolazione piantasti l’orto delle delizie del Signore. Esaltato sia Dio, che rese il Nome tuo così ammirabile. Benedite, o popoli, benedite il Nome della Vergine di Pompei, poiché tutta la terra è piena della sua misericordia.

Gloria al Padre… Salve, Regina…

Quarta parte

Tra le tempeste, che mi avevano sommerso, levai gli occhi miei a te, nuova stella di speranza apparsa ai dì nostri su la Valle delle rovine. Dal profondo delle amaritudini alzai le mie voci a te, Regina del Rosario di Pompei, e sperimentai la potenza di questo titolo a te sì caro. Salve, io griderò sempre, salve, o Madre di pietà, mare immenso di grazie, oceano di bontà e di compassione! Le glorie novelle del tuo Rosario, le fresche vittorie della tua corona chi canterà degnamente? Tu al mondo, che si svincola dalle braccia di Gesù per darsi a quelle di Satana, appresti salute in quella Valle, dove Satana divorava le anime. Tu calcasti trionfatrice i ruderi dei templi pagani e su le rovine della idolatria Tu ponesti lo sgabello della tua dominazione. Tu mutasti la spiaggia di morte in valle di risorgimento e di vita; e su la terra dominata dal tuo nemico impiantasti la cittadella del rifugio, ove accogli i popoli a salvamento. Ecco i figli tuoi sparsi nel mondo là t’innalzarono un trono, come segnacolo dei tuoi portenti, come trofeo delle tue misericordie. Tu da quel trono chiamasti anche me tra i figli della tua predilezione: su di me poverello si posò lo sguardo della tua miserazione. Siano benedette in eterno le opere tue, o Signora, e benedetti siano i prodigi tutti da te operati nella Valle della desolazione e dello sterminio.

Gloria al Padre… Salve, Regina…

Quinta parte

Risuoni per ogni lingua la gloria tua, o Signora, e il vespro tramandi alla dimane il concento delle nostre benedizioni. Tutte le genti ti chiamino beata e te beata ripetano tutti i lidi della terra e le mansioni dei cieli. Tre volte beata pur io ti chiamerò con gli Angeli, con gli Arcangeli, coi Principati: tre volte beata con le angeliche Potestà, con le Virtù dei cieli, con le Dominazioni superne; beatissima te predicherò coi Troni, coi Cherubini e coi Serafini. O Sovrana mia salvatrice, non lasciar di piegare i tuoi occhi misericordiosi su questa famiglia, su questa nazione, su tutta la Chiesa. Soprattutto non mi negare la maggiore delle grazie: cioè che la mia fragilità da te non mi distacchi giammai. In quella fede e in quell’amore onde arde in questo istante l’anima mia, deh! fa’ che io perseveri sino all’ultimo respiro. E quanti concorriamo al decoro del tuo santuario in Pompei fa’ che siamo tutti nel numero degli eletti. O Corona del Rosario della Madre mia, ti stringo al petto e ti bacio con venerazione. Tu sei la via per raggiungere ogni virtù, il tesoro dei meriti per il paradiso, il pegno della mia predestinazione, la catena forte che costringe il nemico, sorgente di pace a chi ti onora in vita, auspicio di vittoria a chi ti bacia in morte. In quell’ora estrema io ti aspetto, o Madre; il tuo apparire sarà il segnale della mia salvezza, il tuo Rosario mi aprirà le porte del cielo. Così sia.

Gloria al Padre… Salve, Regina…

Orazione finale

℣. Prega per noi, o Regina del sacratissimo Rosario;
℟. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci hai insegnato di ricorrere a te con fiducia e chiamarti: Padre nostro che sei nei cieli, deh! Signore buono, cui è proprio l’usare sempre misericordia ed il perdonare, per intercessione della immacolata Vergine Maria, esaudisci noi, che ci gloriamo del titolo di figli del Rosario, gradisci le nostre umili grazie pei ricevuti doni, e il trono, che le innalzasti nel santuario di Pompei, rendi ogni dì più glorioso e perenne per i meriti di Gesù Cristo Signor nostro. Così sia.

La novena dei 54 giorni

La «novena dei 54 giorni» (o novena irresistibile) è legata alla guarigione di Fortunatina Agrelli, una ragazza di Napoli gravemente malata, raccontata da Bartolo Longo: nel 1884 la Madonna del Rosario le sarebbe apparsa chiedendo di pregarla con tre novene di Rosari per ottenere la grazia e tre in ringraziamento.

  • Per 27 giorni (tre novene) si recita ogni giorno il Rosario chiedendo la grazia; molti aggiungono la novena di impetrazione qui sopra.
  • Per altri 27 giorni si recita il Rosario in ringraziamento, anche se la grazia non è ancora arrivata; molti aggiungono la novena di ringraziamento.

In inglese vedi la 54-day Rosary novena.

Domande frequenti

Quando si fa la novena alla Madonna di Pompei?

In qualsiasi momento dell’anno, quando si ha bisogno di una grazia. Molti la fanno nei nove giorni che precedono l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, i giorni della Supplica alla Madonna di Pompei: nel 2027, dal 29 aprile al 7 maggio e dal 24 settembre al 2 ottobre.

La novena si può fare in tre giorni?

Sì. Il testo originale è indicato come preghiera da recitare per nove giorni oppure per tre giorni di seguito (triduo), quando la necessità è urgente.

Che differenza c’è tra la novena e la Supplica?

La novena è una preghiera personale da recitare per nove (o tre) giorni per chiedere una grazia; la Supplica si recita solennemente due volte all’anno, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, a mezzogiorno, con il Santuario di Pompei.

Altre pagine

Fonti

  • Bartolo Longo, Novena alla Regina del Santo Rosario di Pompei, di impetrazione e di ringraziamento: testo originale da Enchiridion indulgentiarum (Tipografia Poliglotta Vaticana, 1952), nn. 402-403. Le indicazioni sulle indulgenze di quell’edizione non sono riportate, perché la disciplina delle indulgenze è stata riformata nel 1967-1968.
  • Orazione del Rosario «Deus, cuius Unigenitus»: Messale Romano, festa della Beata Vergine Maria del Rosario.
  • Pagina preparata dal seminarista Giuseppe per biddingprayers.com.