Preghiera semplice di San Francesco: «Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace»

La «Preghiera semplice», «Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace», è una delle preghiere più amate al mondo: chiede a Dio di portare amore dove c’è odio e perdono dove c’è offesa. È attribuita a San Francesco d’Assisi perché ne esprime perfettamente lo spirito, ma non l’ha scritta lui: il testo più antico conosciuto uscì in una piccola rivista cattolica francese nel 1912, e fu proprio l’Osservatore Romano a farla conoscere in Italia nel 1916. Qui trovi la preghiera tradotta riga per riga da quell’originale, il testo francese, la sua vera storia, il significato e una preghiera a San Francesco.

La Preghiera semplice

La nostra traduzione riga per riga dell’originale francese del 1912:

Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.
Dove c’è odio, che io porti l’amore.
Dove c’è offesa, che io porti il perdono.
Dove c’è discordia, che io porti l’unione.
Dove c’è errore, che io porti la verità.
Dove c’è dubbio, che io porti la fede.
Dove c’è disperazione, che io porti la speranza.
Dove ci sono le tenebre, che io porti la tua luce.
Dove c’è tristezza, che io porti la gioia.
O Signore, che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché è dando che si riceve,
è dimenticando sé stessi che ci si ritrova,
è perdonando che si è perdonati,
è morendo che si risuscita alla vita eterna.

La versione diffusa e l’originale

La versione che molti conoscono a memoria («O Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa’ ch’io porti l’amore…») cambia un po’ l’ordine, dice «O Maestro» invece di «O Signore» e spesso omette la frase sul dimenticare sé stessi. Il senso è lo stesso; qui seguiamo il testo del 1912 così come fu pubblicato.

Il testo originale francese (1912)

Pubblicato senza firma nel dicembre 1912 nella rivista La Clochette, di Parigi, come «bella preghiera da recitare durante la Messa»:

Seigneur, faites de moi un instrument de votre paix.
Là où il y a de la haine, que je mette l’amour.
Là où il y a l’offense, que je mette le pardon.
Là où il y a la discorde, que je mette l’union.
Là où il y a l’erreur, que je mette la vérité.
Là où il y a le doute, que je mette la foi.
Là où il y a le désespoir, que je mette l’espérance.
Là où il y a les ténèbres, que je mette votre lumière.
Là où il y a la tristesse, que je mette la joie.
Ô Seigneur, que je ne cherche pas tant
à être consolé qu’à consoler,
à être compris qu’à comprendre,
à être aimé qu’à aimer,
car c’est en donnant qu’on reçoit,
c’est en s’oubliant qu’on trouve,
c’est en pardonnant qu’on est pardonné,
c’est en mourant qu’on ressuscite à l’éternelle vie.

La vera origine

  • 1912: la preghiera appare per la prima volta, anonima, in La Clochette, bollettino di un’associazione cattolica di Parigi, la Lega della Santa Messa. Il suo direttore, padre Esther Bouquerel (1855-1923), ne è probabilmente l’autore.
  • 20 gennaio 1916: in piena Prima guerra mondiale, Benedetto XV la fa pubblicare in italiano in prima pagina sull’Osservatore Romano, come preghiera per la pace.
  • Verso il 1918: un frate francescano francese la stampa sul retro di un santino di San Francesco, senza indicarne l’autore; da qui il nome.
  • Da allora: san Giovanni Paolo II la pregò con i leader religiosi del mondo ad Assisi nel 1986; santa Teresa di Calcutta la recitava ogni giorno con le sue suore.

Il significato

  • «Strumento della tua pace»: la pace è opera di Dio; chiediamo di esserne lo strumento, non la fonte.
  • La prima parte chiede di portare il contrario di ogni male che incontriamo: amore contro odio, perdono contro offesa, unione contro discordia, verità contro errore, fede contro dubbio, speranza contro disperazione, luce contro tenebre, gioia contro tristezza.
  • La seconda parte cambia il desiderio del cuore: dare più che ricevere, comprendere più che essere compresi.
  • La fine è il paradosso del Vangelo: chi perde la propria vita per Cristo, la trova (Matteo 10,39).

Preghiera a San Francesco d’Assisi

Scritta per questa pagina:

San Francesco d’Assisi, che hai lasciato tutto per seguire Gesù povero e crocifisso
e hai amato tutte le creature come sorelle,
insegnami a vivere con semplicità, a portare la pace dove vado e a custodire il creato.
Intercedi per me presso il Signore [di’ la tua intenzione]. Amen.

San Francesco è patrono d’Italia (con Santa Caterina da Siena) e la sua festa è il 4 ottobre. Le parole che ha scritto davvero sono il Cantico di frate Sole (1225), uno dei primi testi della letteratura italiana; vedi la nostra pagina in inglese sulla Prayer of St. Francis.

Domande frequenti

Perché si chiama «Preghiera semplice»?

È il titolo con cui si è diffusa in Italia, per la semplicità delle sue frasi. Il titolo originale francese era «Bella preghiera da recitare durante la Messa».

Altre pagine

Fonti

  • «Belle prière à faire pendant la Messe», La Clochette (Parigi), dicembre 1912, anonima; traduzione italiana di questa pagina.
  • L’Osservatore Romano, 20 gennaio 1916; Christian Renoux, La prière pour la paix attribuée à saint François (2001); Matteo 10,39.
  • Pagina preparata dal seminarista Giuseppe per biddingprayers.com.